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Prezzi delle commodity

prezzi in euro delle commodity utilizzate dalle imprese italiane: dicembre 2011

Imprese manifatturiere.

L’indice Prometeia delle commodity industriali ha evidenziato in novembre un calo del 2%, analogo per entità alla flessione di ottobre. La riduzione dei costi di approvvigionamento ha riguardato tutti i settori del manifatturiero, sebbene con intensità differenti. I ribassi più incisivi si sono rilevati nella moda (-4%) e, in misura inferiore, nel comparto alimentare (-2%). Per gli altri settori il calo dei prezzi dei principali input di riferimento è stato di un punto percentuale. Su tale trend ribassista non sembra aver inciso in modo particolare il deprezzamento dell’euro rispetto alla moneta statunitense (-1.3%), né il leggero rialzo delle quotazioni del brent (+1.2%).

Imprese meccaniche.

In novembre l’indice dei prezzi delle materie prime per la meccanica è diminuito dell’1%. Sia le quotazioni degli acciai piani che dell’alluminio hanno osservato riduzioni consistenti (rispettivamente -5.2% e -3.9%). Le imprese del settore hanno inoltre beneficiato dell’evoluzione favorevole dei corsi delle materie plastiche (-5.6%), mentre è risultata in controtendenza la dinamica dei prezzi del rame (+3.2%).

Imprese chimiche.

Leggeri ribassi hanno contraddistinto in novembre i mercati internazionali degli organici di base (-0.7%) e della Virgin Nafta (-1.3%). Complessivamente, i costi di approvvigionamento per le imprese chimiche si sono ridotti dell’1% rispetto al mese precedente.

Comparto moda.

I prezzi delle commodity del comparto moda hanno sperimentato una correzione significativa (-4%), trainata in modo particolare dalla dinamica ribassista dei corsi della lana (-6%). Flessioni di entità consistente, superiori al 4%, si sono registrate inoltre per le quotazioni del cotone e delle pelli. Anche i prezzi delle fibre sintetiche sono risultati in calo, per quanto più contenuto (-1%).

Filiera legno e carta.

L’indice dei prezzi relativo ai principali input della filiera legno e carta ha evidenziato una riduzione dell’1%. Tale calo è sostanzialmente attribuibile all’arretramento delle quotazioni del legname di conifere (-3.7%) che ha più che compensato i lievi rincari rilevati per il legname tropicale (+0.7%) e per la cellulosa (+0.7%)

Comparto alimentare

Le imprese del comparto alimentare hanno osservato una riduzione del 2% dei costi di approvvigionamento. Nel corso del mese si è assistito a un calo considerevole dei prezzi dei coloniali (-5.1%), insieme alla diminuzione dell’1% delle quotazioni dei cereali. L’andamento al ribasso dei corsi delle materie plastiche ha inoltre favorito le imprese sul fronte del packaging.

Rischio.

Moda e alimentare risultano ancora i settori maggiormente esposti alla variabilità dei costi di acquisto delle materie prime (espressa come volatilità storica dei prezzi degli input: si veda la tabella) nel mese di novembre.

Indici PROMETEIA dei prezzi delle commodity acquistate dai diversi comparti dell'industria italiana (variazioni percentuali in euro)

Totale imprese manifatturiere -2 6 100
di cui: meccaniche -1
-1 108
           chimiche e derivate -1
6 91
           comparto moda -4
15 218
           filiera legno e carta -1
1 42
           comparto alimentare -2
6 156
Variazioni % in euro.
(*) rischio materie prime (deviazione standard delle variazioni mensili dei prezzi negli ultimi 12 mesi; industria manifatturiera=100)




    A cura di Prometeia