Infoprom - Vai alla home page
vai a www.prometeia.it



Analisi dei microsettori
Analisi settori industriali
Prezzi delle commodity
Osservatorio congiunturale
Scenari per le economie locali
Osservatorio sulla distribuzione di apparecchi domestici

 

Prezzi delle commodity

prezzi in euro delle commodity utilizzate dalle imprese italiane: novembre 2011

Imprese manifatturiere.

In ottobre l’indice Prometeia delle commodity industriali ha sperimentato un calo del 2% rispetto al mese precedente. I ribassi più rilevanti hanno riguardato i prezzi degli input produttivi del settore della meccanica (-4%) e del comparto alimentare (-3%). Anche per le imprese della chimica e della filiera legno e carta si è osservata una contrazione dei costi di approvvigionamento (rispettivamente del -2% e -1%). Stabili invece i prezzi delle commodity del comparto moda. La discesa delle quotazioni del brent nel corso del mese (-3.2%) ha contribuito al raffreddamento dei costi, mentre sul mercato valutario non si sono riscontrate sostanziali variazioni del cambio euro-dollaro.

Imprese meccaniche.

I prezzi delle commodity di riferimento per il settore della meccanica hanno registrato in ottobre una riduzione del 4%. Su tale dinamica ha inciso in modo significativo il trend fortemente ribassista rilevato sul mercato internazionale del rame (-10.3%), ma nel corso del mese sono proseguiti anche i cali dei corsi di alluminio (-4.2%) e acciai piani (-2.1%). In ribasso anche le quotazioni delle materie plastiche (-3.3%).

Imprese chimiche.

Le imprese del settore nel mese di ottobre hanno potuto beneficiare di una consistente riduzione delle quotazioni degli organici di base (-9.4%). Sulla scia dei ribassi del petrolio anche i prezzi della Virgin Nafta sono risultati in calo (-5.5%). Complessivamente, i costi di approvvigionamento delle imprese chimiche si sono ridotti del 2% rispetto a settembre.

Comparto moda.

I prezzi delle materie prime del comparto moda sono rimasti sostanzialmente stabili. Se da un lato le quotazioni di cotone e pelli sono arretrate rispettivamente del 3.3% e del 3.9%, dall’altro si sono registrate alcune tensioni sui mercati delle fibre sintetiche, con un aumento del 3.3% rispetto a settembre. I corsi della lana non hanno invece mostrato alcuna variazione.

Filiera legno e carta.

Una riduzione di un punto percentuale ha caratterizzato l’indice dei prezzi relativo ai principali input della filiera legno e carta. I ribassi più rilevanti si sono riscontrati sul mercato internazionale della cellulosa (-2.7%). In flessione anche le quotazioni del legname di conifere (-1%) e di quello tropicale (-1.4%).

Comparto alimentare

L’indice del comparto alimentare ha osservato una correzione del 3% su cui ha influito in modo significativo il ribasso sperimentato dai corsi dei cereali (-3.2%). Un calo considerevole ha interessato anche le quotazioni dei coloniali (-6.6%). Le imprese del settore in ottobre hanno beneficiato inoltre di minori costi per le commodity destinate al packaging .

Rischio.

Moda e alimentare risultano i settori maggiormente esposti alla variabilità dei prezzi internazionali delle materie prime (espressa come volatilità storica dei prezzi degli input: si veda la tabella) nel mese di ottobre.

Indici PROMETEIA dei prezzi delle commodity acquistate dai diversi comparti dell'industria italiana (variazioni percentuali in euro)

Totale imprese manifatturiere -2 10 100
di cui: meccaniche -4
2 111
           chimiche e derivate -2
10 90
           comparto moda 0
27 210
           filiera legno e carta -1
3 51
           comparto alimentare -3
10 155
Variazioni % in euro.
(*) rischio materie prime (deviazione standard delle variazioni mensili dei prezzi negli ultimi 12 mesi; industria manifatturiera=100)




    A cura di Prometeia