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Imprese manifatturiere. Si è protratta anche in maggio la fase di crescita dell’indice Prometeia dei costi di approvvigionamento delle imprese manifatturiere italiane (+3% rispetto ad aprile). I fattori valutari hanno inciso in misura significativa sulla dinamica dei prezzi interni: il deciso deprezzamento dell’euro, scambiato in media a 1.25 Us$ (-7% circa rispetto ad aprile) ha infatti annullato la correzione dei prezzi delle materie prime quotate in dollari. Negli ultimi mesi le imprese italiane hanno assistito ad una progressiva riduzione del proprio potere di acquisto; i rincari più sostenuti hanno riguardato le imprese della filiera legno e carta, seguite da quelle appartenenti al comparto alimentare. Dopo la decisa crescita sperimentata nei mesi precedenti le quotazioni del Brent hanno evidenziato una riduzione (-3% circa, in euro), portandosi al di sotto degli 80 Us$/barile.Imprese meccaniche. I prezzi degli input del settore meccanico hanno registrato, in maggio, una lieve crescita (+1%). La flessione registrata dal comparto dei metalli non ferrosi (-5% sia per il rame che per l’alluminio) è stata più che compensata dai rincari sperimentati dalle quotazioni degli acciai (+10% circa per i piani, in euro), accompagnati da un analogo andamento nei corsi delle materie plastiche (+7% circa, in euro).Imprese chimiche. Complice anche qui il forte deprezzamento sperimentato dalla valuta europea, la correzione registrata dai prezzi in dollari dei feedstock chimici si è trasmessa solo parzialmente sulle quotazioni in euro. Sono le materie plastiche ad avere evidenziato la crescita più consistente (+7%), solo in parte compensata, sul livello dell’indice, dal contemporaneo arretramento delle quotazioni della Virgin Nafta (-1% circa): nel complesso i costi di approvvigionamento del settore sono cresciuti del 2%.Comparto moda. I prezzi degli input produttivi del comparto moda hanno mostrato una sostanziale stabilità. I corsi delle pelli non hanno arrestato la fase di crescita (+8% in euro), accompagnati da ulteriori rincari delle quotazioni del cotone; tali rialzi sono stati tuttavia compensati dalla contrazione sperimentata dai corsi di lana e fibre sintetiche (-5% e -1% rispettivamente, in euro).Filiera legno e carta. Consistenti aumenti hanno riguardato i costi di approvvigionamento della filiera (+6% rispetto ad aprile). Sull’indice di settore pesano i rincari sperimentati da pasta per carta (+12% circa) e dal legname da conifere (+3% in euro); forti rialzi per i prezzi del legname tropicale (+9% circa).Comporto alimentare. E’ proseguita in maggio la fase di recupero degli input produttivi del comparto (+4%). La fase espansiva evidenziata dalle commodity destinate al packaging (+7% per le materie plastiche e +12% per la cellulosa) è stata accompagnata da ulteriori recuperi delle quotazioni dei cereali rilevati sul territorio nazionale (+3% circa, in euro).Rischio. Variabilità dei costi di acquisto delle materie prime (espressa come volatilità degli input: si veda la tabella) in flessione per le sole imprese chimiche.Indici PROMETEIA dei prezzi delle commodity acquistate dai diversi comparti dell'industria italiana (variazioni percentuali in euro)
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