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Imprese manifatturiere. In dicembre l’indice Prometeia delle commodity industriali è rimasto stabile rispetto al mese precedente. Il deprezzamento dell’euro (-3%, scambiato in media a 1.31 US$) ha inciso in modo significativo sulla dinamica dei prezzi interni, annullando tra l’altro i vantaggi legati al calo delle quotazioni del brent (-2.5%, a un livello medio di 108 US$/b). Tra i diversi comparti, quello alimentare è risultato l’unico a sperimentare un arretramento, seppur lieve (-1%), dei costi di approvvigionamento; in leggera crescita (+1%), invece, i prezzi delle materie prime delle imprese della meccanica, della chimica e della moda. Imprese meccaniche. I rialzi delle quotazioni dell’alluminio (+1%), delle materie plastiche (+1.7%) e, soprattutto, del rame (+3.6%) hanno più che compensato la dinamica favorevole dei prezzi degli acciai piani (-4.7%): complessivamente, i costi per i principali input del settore della meccanica sono aumentati dell’1% rispetto a novembre. Imprese chimiche. I rialzi delle quotazioni dell’alluminio (+1%), delle materie plastiche (+1.7%) e, soprattutto, del rame (+3.6%) hanno più che compensato la dinamica favorevole dei prezzi degli acciai piani (-4.7%): complessivamente, i costi per i principali input del settore della meccanica sono aumentati dell’1% rispetto a novembre. Comparto moda. I rialzi delle quotazioni dell’alluminio (+1%), delle materie plastiche (+1.7%) e, soprattutto, del rame (+3.6%) hanno più che compensato la dinamica favorevole dei prezzi degli acciai piani (-4.7%): complessivamente, i costi per i principali input del settore della meccanica sono aumentati dell’1% rispetto a novembre. Filiera legno e carta. I rialzi delle quotazioni dell’alluminio (+1%), delle materie plastiche (+1.7%) e, soprattutto, del rame (+3.6%) hanno più che compensato la dinamica favorevole dei prezzi degli acciai piani (-4.7%): complessivamente, i costi per i principali input del settore della meccanica sono aumentati dell’1% rispetto a novembre. Comparto alimentare L’indice dei prezzi delle materie prime del comparto alimentare ha osservato in dicembre una riduzione dell’1%, favorito dai ribassi rilevati sia sui mercati dei coloniali (-2.2%) che su quelli dei cereali (-1.2%). Sul lato del packaging, alla riduzione dei prezzi della cellulosa si è contrapposto il rincaro delle materie plastiche. Rischio. L’indice dei prezzi delle materie prime del comparto alimentare ha osservato in dicembre una riduzione dell’1%, favorito dai ribassi rilevati sia sui mercati dei coloniali (-2.2%) che su quelli dei cereali (-1.2%). Sul lato del packaging, alla riduzione dei prezzi della cellulosa si è contrapposto il rincaro delle materie plastiche. Indici PROMETEIA dei prezzi delle commodity acquistate dai diversi comparti dell'industria italiana (variazioni percentuali in euro)
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